22.45 - Sonno ottimizzato
Dormire non basta più: bisogna farlo bene, secondo algoritmi e punteggi. Il riposo diventa una questione di dati.
La routine quotidiana nell'era delle app. Tra efficienza, algoritmi e il desiderio di una vita sempre più misurabile. Appuntamento ogni venerdì con "Una giornata ipermoderna. Ritratti di un’esistenza ottimizzata", la nostra nuova serie.L’app va attivata al momento in cui ti sdrai. Il telefono va posto preferibilmente a faccia in su sul comodino – lo dice il popup che inevitabilmente compare tutte le sere, e non lo levi perché non riesci mai a ricordare questo particolare, perché c’è invece un’altra app in cui devi mettere il telefono sotto al cuscino. Il rumore bianco – fondamentale per addormentarsi rapidamente – è solo nella versione premium, attivata al Black Friday con un sostanzioso sconto del 40% su di un ipotetico prezzo pieno di nove euro al mese. Il piano full comprende anche le favole della buonanotte per adulti, peccato che siano solo in inglese. Monitori il tempo tra il momento in cui ti sei sdraiato e il momento in cui l’app decreta che stai dormendo. Si chiama tempo di latenza, e la sua durata ottimale è stimata in dieci minuti.
Non è che tu abbia particolari problemi ad addormentarti. Ma un po’ per curiosità, un po’ per l’ossessione generale per la qualità del sonno, ritenuta foriera di concreti miglioramenti della concentrazione e nell’umore nelle dodici ore successive, ti ritrovi ogni giorno a confrontare i tuoi dati con la media di tutti gli utilizzatori dell’app. Particolarmente importante è considerato il rapporto tra sonno profondo e leggero (di qualità inferiore). Perché stai russando così tanto, così sopra la media? L’app ti chiede se il tuo peso è variato, se sei depresso, se la temperatura della stanza è giusta.
Dopo l’app sei passato allo smart ring – dopo che anche lo smartwatch non viene più considerato adeguato ai nuovi standard della misurazione. Il ring – o meglio, l’app complementare – ti comunica appena sveglio i dati della notte: la frequenza cardiaca, il movimento, l’apnea notturna, la temperatura del corpo, l’ossigenazione del sangue, i micro-risvegli. E ti valuta l’efficienza del sonno. 70 su 100: “notte inferiore alle attese”, così avrai una motivazione razionale per detestare tutti quelli che stanno con te sul tram.
Per recuperare la qualità del sonno potresti rinunciare all’alcol, suggerisce l’app. “Il 90% degli utenti recupera più di dieci punti rinunciando a bere”. Una migliore idratazione del corpo ne farebbe recuperare altri cinque.
Arriva la puntuale notifica dell’app del ring per prepararti al sonno, materna come sempre. Gary Wolf, fondatore del Self Quantified Movement, diceva che i numeri rimuovono la risonanza emotiva dai problemi. E le emozioni sono scomode, imprevedibili. Meglio un dato oggettivo che la sensazione di aver dormito male. Ascolta il tuo corpo, ti dicevano ai corsi di yoga, ma misurarlo è più efficiente.





